Ira di Israele sulla Corte penale dell’Aja

L’organismo internazionale ha stabilito di avere giurisdizione sui Territori palestinesi occupati da Israele e, di conseguenza, di poter procedere per “crimini di guerra”

Ultima modifica: 05 febbraio 2021

La Corte penale internazionale dell’Aja ha stabilito di avere giurisdizione sui Territori palestinesi occupati da Israele e, di conseguenza, di poter procedere all’apertura di inchieste contro Israele e Hamas per “crimini di guerra”.

La Corte penale internazionale ha “deciso, a maggioranza, che la giurisdizione territoriale della Corte sulla situazione in Palestina, uno Stato membro dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, si estende ai territori occupati da Israele dal 1967”, si legge in una dichiarazione.

La decisione – presa a maggioranza di 2 a 1 dai giudici dell’organismo – ha scatenato l’ira di Israele. Il primo ministro Netanyahu ha detto che quella dell’Aja è un’istanza politica e non giudiziaria, che ignora i crimini di guerra veri e perseguita lo Stato democratico israeliano. “La Corte – ha detto – ignora i crimini di guerra veri e al suo posto perseguita lo Stato di Israele dotato di un forte regime democratico e che rispetta lo Stato di diritto”. Dopo aver ricordato che Israele non fa parte della Corte, ha aggiunto che la decisione dell’Aja “va contro il diritto dei Paesi democratici di difendersi dal terrorismo”.

Dal canto suo, invece, l’Autorità Nazionale Palestinese, per bocca del ministro degli Affari Civili Hussein Al-Sheikh, ha dichiarato che la decisione della Corte penale internazionale dell’Aja è “una vittoria della verità, della giustizia, della libertà e dei valori morali del mondo”.

ANSA/M. Ang.

Dal sito: RSI News

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